Convertire stream Real Audio in file mp3

Pubblicato il 28 aprile 2007

Tempo fa mi è venuta l’idea di utilizzare il mio lettore mp3 per qualcosa di diverso dalle solite canzoni. Ho pensato che ascoltare la lettura di qualche romanzo mentre vado al lavoro, per esempio, potrebbe essere un’esperienza piacevole.

Ho cominciato così a cercare su internet degli audiolibri. Non ho avuto molta fortuna. A parte le proposte a pagamento, in italiano ho trovato soltanto un progetto, Librivox Italia, che ha completato due titoli, ma purtroppo sembra essere stato abbandonato. Ho scaricato da loro il racconto “La lupa” di Verga, e qualitativamente mi è parso molto ben fatto.

Ho trovato poi sul sito della Rai, per la precisione Rai Radio3, le registrazioni del programma “Ad alta voce”, che propone la lettura di grandi classici della letteratura. Bellissimo, peccato che i file siano in formato Real Audio, piuttosto antipatico, sopratutto per chi come me usa linux.
Sorvoliamo pure sull’oppurtunità della scelta da parte di un’azienda pubblica, qual è la Rai, di affidare ad un formato closed source l’archiviazione delle proprie “memorie”, che sono in fondo un patrimonio culturale del Paese.
Da una ricerca con Google, è emerso che con linux ci sono pochi strumenti per effettuare questo tipo di conversioni. Le soluzioni più gettonate ricalcano tutte questa, e utilizzano mplayer e lame.
Mplayer
è un player audio/video piuttosto famoso nel mondo linux per la sua versatilità, lame è un encoder mp3.

Ho deciso di provare con la “Certosa di Parma” di Stendhal.
Qualche nota preliminare sui file Real Audio: solitamente, il link che si trova “cliccabile” sul sito non è l’indirizzo dello stream audio vero è proprio. Il file ram è soltanto un testo che contiene il collegamento al file vero e proprio, che viene inviato attraverso un protocollo apposito. Se si salva per esempio il file della prima puntata (altavoce2003_02_03.ram) sul proprio computer e lo si apre con un editor di testo, si può vedere la reale posizione dello stream: rtsp://mm3.rai.it/radio/radio3/napoli/terzo_anello/2003/altavoce2003_02_03.ra.
Ad mplayer si può indicare direttamente quest’ultimo percorso, oppure quello del file ram con l’opzione -playlist.
Inoltre data la particolare natura “in tempo reale” dello streaming , c’è da notare che la durata del download in locale del file coincide con la durata del brano audio. Quindi se il brano dura mezz’ora occorre mezz’ora anche per scaricarlo, indipendentemente dalla velocità della propria connessione. Nulla vieta tuttavia di scaricare più brani contemporaneamente.

E veniamo ai comandi veri e propri per effettuare la conversione.

  1. Scaricare il file in locale: mplayer -playlist 'http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce­/archivio_2003/audio/altavoce2003_02_03.ram' -dumpstream -dumpfile certosa01.ra
  2. covertirlo in wav: mplayer certosa01.ra -ao pcm:file=certosa01.wav -vc dummy -vo null
  3. convertire il wav in mp3: lame -h -b 48 --tt 'La Certosa di Parma - 01' --ta Stendhal certosa01.wav certosa01.mp3

Per i limiti del sistema di impaginazione, i comandi appaiono su più righe anche quando andrebbero scritti su un’unica riga. Ho adottato una formattazione che spero chiarisca la cosa.

L’ultimo comando converte il file wav nel tanto agognato mp3, con un bitrate basso (48kbps) ma accettabile per riprodurre soltanto il parlato in monofonia. In questo modo un file di 30 minuti pesa circa 10MB.
Dovendo ripetere la procedura di cui sopra per molte volte, conviene riunire i comandi in un unico script che si faccia anche carico di cancellare i file audio intermedi in formato wav, che occupano molto spazio.

E adesso… buon ascolto!

“Il matematico impertinente” di Piergiorgio Odifreddi

Pubblicato il 26 aprile 2007

Fin da bambino sono sempre stato un lettore vorace. Oltre ai canonici romanzi leggevo più o meno tutto quello che mi capitava a tiro, dal vocabolario d’italiano che mi regalarono quando andavo in seconda elementare – uno Zingarelli minore che mi sono portato fino al liceo, e che ho tutt’ora – all’enciclopedia per ragazzi di mio padre, fino al manuale del computer del mio amico (che io gli invidiavo).
Adesso continuo ad avere gusti un piuttosto eclettici per quanto riguarda le mie letture, anche se spero di essere diventato un lettore un po’ meno acritico.
Ma sto divagando. Per farla breve, l’idea che ho avuto è di dedicare una sezione di questo blog alla presentazione – mi pare troppo pretenzioso parlare di “recensione” – dei libri che mi capita di leggere.

Inizio con un libro che mi ha regalato per il mio compleanno un mio collega, “Il matematico impertinente” di Piergiorgio Odifreddi, Longanesi editore.
Non conoscevo l’autore, che ho scoperto invece godere di una certa fama: si tratta di un matematico, per la precisione un logico, di caratura internazionale. Se ne può leggere una biografia sul sito della Rai.
Il libro è una raccolta di brevi saggi e articoli su una vasta serie di temi, dalla matematica all’attualità alla religione. Odifreddi critica molti aspetti della società italiana, pervasa secondo lui da una cultura “mitologica” e pseudofilosofica che, invece di riconoscere i continui progressi della scienza e i vantaggi che essa apporta, sembra rifiutarli sdegnosamente.
Il libro contiene moltissime riflessioni interessanti, anche esposte in forma curiosa, come interviste immaginarie a personaggi quali Archimede, Dante, Gesù, Newton… alternate a interviste reali al Dalai Lama, John Nash, José Saramago e altri, per cui lo consiglio sicuramente a chiunque abbia voglia di confrontarsi con idee scomode.
A mio parere, il limite del “Matematico impertinente” è nel forte sentimento polemico che muove l’autore, che lo porta ad un’esposizione ripetitiva in alcuni punti e sbrigativa in altri, e gli conferisce a volte un tono più irritante che impertinente.

Finalmente online!

Pubblicato il 18 aprile 2007

Con questo post inauguro il mio nuovo sito.

Non ho ancora terminato di sistemare il layout grafico, anzi ho appena cominciato, e considero molte soluzioni provvisorie, ma ero impaziente di mettere “su strada” queste pagine.

Forse dovrei scrivere qualcosa di memorabile per questo primo post, ma se dovessi attendere che mi venga in mente qualcosa di intelligente potrei lasciare questo spazio bianco per mesi.

Meglio quindi andare subito a cominciare.