Il barattolo di maionese e le due tazze di caffè

Pubblicato il 17 giugno 2007

Quando nella vostra vita sembra che ci siano troppe cose da gestire, quando 24 ore al giorno non sono sufficienti, ricordatevi del barattolo di maionese e delle due tazze di caffè.

Un professore di filosofia stava di fronte ai suoi studenti con alcuni oggetti davanti a lui.
Quando la lezione cominciò, senza dire una parola prese un grosso barattolo di maionese vuoto e iniziò a riempirlo con delle palle da golf. Poi chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero di sì.
Il professore allora tirò fuori una scatola con dei sassolini e li versò nel barattolo. Agitò un po’ il barattolo, e i sassolini rotolarono negli spazi fra le palline da golf. Allora chiese ancora agli studenti se il barattolo fosse pieno. Loro risposero di sì.
Il professore quindi raccolse una scatola con della sabbia e la versò nel barattolo. Naturalmente, la sabbia riempì tutti gli spazi rimasti. Il professore chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno, e gli studenti risposero con un unanime “sì”.
Il professore allora tirò fuori due tazze di caffè da sotto il tavolo e ne versò il contenuto nel barattolo, riempendo anche gli spazi fra la sabbia. Gli studenti si misero a ridere.
“Adesso,” disse il professore quando le risate si calmarono, “voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vostra vita. Le palle da golf sono le cose importanti — la vostra famiglia, i figli, la salute e le vostre passioni — anche quando tutto il resto è perduto e solo queste rimangono, la vostra vita è ancora piena.
I sassolini sono le altre cose che contano come il vostro lavoro, la vostra casa e l’auto.
La sabbia rappresenta tutto il resto — le piccole cose. Se mettere prima la sabbia nel barattolo,” continuò, “non ci sarà spazio per i sassolini o le palle da golf. Lo stesso vale per la vostra vita. Se spendete tutte le vostre energie sulle piccole cose non avrete spazio per le cose che sono importanti per voi.
Fate attenzione alle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri bambini. Prendetevi il tempo per fare un checkup medico. Portate fuori a cena il vostro partner. Fate un’altra partita a golf. Ci sarà sempre tempo per per pulire la casa e svuotare la pattumiera. Prendetevi cura delle palle da golf prima — le cose che realmente hanno importanza. Impostate le vostre priorità. Il resto è solo sabbia.”
Una studentessa alzò la mano e chiese cosa significasse il caffè. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che non importa quanto la vita possa sembrare piena, c’è sempre spazio per una tazza di caffè con un amico.”

Videoguide per tutti

Pubblicato il 7 giugno 2007

Finalmente un sito utile. Vi siete sempre chiesti come si prepara quel tal piatto, come fare un nodo Windsor alla cravatta o come gestire il vostro divorzio? Adesso c’è un sito che ve lo spiega.
VideoJug
propone una serie di videoguide (in inglese), realizzate con taglio professionale, sugli argomenti più disparati: dai passi base del tango fino a come sopravvivere a un terremoto.

Molto spassosa tutta la sezione “romantica” che tratta degli appuntamenti, come chiedere a un ragazzo/a un appuntamento, come capire se piaci a lui/lei… tutti filmati che ho visto per mero dovere di cronaca, non che ne avessi bisogno, beninteso. Comunque penso che molti potrebbero trovare utili vere e proprie perle di saggezza tipo “Come sfilarle il reggiseno con una mano” o “Come essere il fidanzato perfetto” … :-)

Buona domenica!

Pubblicato il 3 giugno 2007

È domenica e piove che sembra novembre. I miei civilissimi vicini del piano di sopra hanno deciso che è il giorno giusto per ristrutturare casa, e hanno cominciato – dalle 9:00 di questa mattina – a buttar giù qualche muro.
Mi cerco un dvd da vedere sperando che mi distragga dai miei propositi omicidi…

Sempre qui…

Pubblicato il 28 maggio 2007

I pochi affezionati che mi seguono si rassicurino, non sono scomparso.
Sto continuando a lavorare al sito, anche se a cose poco appariscenti e con alterna fortuna.

Ho registrato il sito su Technorati, che mi ha gratificato di un ranking oltre il tremilionesimo posto – come si usa dire in questi casi, ci sono ampi margini di miglioramento.

Volevo poi aggiungere un album fotografico, ma tutti gli script in php che ho provato non funzionano, non riescono a generare le miniature: a quanto pare il processo richiede troppa memoria rispetto a quella assegnata agli script dal mio provider.
Sto cercando quindi qualche programma per generare album fotografici “statici”. Finora l’unico decente che ho trovato è YoPoW.

La vita al di fuori di questo blog procede come al solito: troppo lavoro (Alessandro, hai scelto proprio un momentaccio per andartene) e qualche momento piacevole (grazie per il bel sabato Stefania).

Solo per Technorati

Pubblicato il 25 maggio 2007

Technorati Profile

“La gallina volante” di Paola Mastrocola

Pubblicato il 20 maggio 2007

È più facile insegnare a degli svogliati ragazzi di liceo o convincere una gallina a volare?

Questo è l’interrogativo che ci si pone leggendo il divertente libro di Paola Mastrocola, Editore Guanda, Premio Italo Calvino per l’inedito 1999.
La protagonista del romanzo, Carla, 40enne sposata con due figli, è un’insegnante-allevatrice con un sogno: far volare una gallina.
Il racconto si svolge, leggero e ironico, nel corso di un anno scolastico. I rapporti con gli altri insegnanti e gli studenti, la routine domestica, l’allevamento delle galline, l’amicizia speciale che si instaura con una sua allieva si intrecciano con interessanti riflessioni sull’educazione che la scuola dà oggi ai ragazzi.

Piccola nota di colore: incidentalmente si parla anche di Windows, e in termini poco lusinghieri… :-)

“Una storia di Roma Sud” di Roy Sauli

Pubblicato il 16 maggio 2007

È con malcelato orgoglio che mi accingo a presentare su quest’umile blog quel che senza tema d’errore si può definire un piccolo capolavoro.
Giunta a me per caso, quasi come i fortuiti ritrovamenti di manoscritti alla base di tanta letteratura di genere, quest’opera misconosciuta si è subito imposta alla mia attenzione per le sue qualità stilistiche e la profondità del contenuto. Non è difficile riconoscere che in queste pagine il Sauli ha toccato il punto più alto di tutta la sua produzione narrativa, quasi distillandovi l’essenza della sua poetica, in una sorta di supremo testamento artistico.
I personaggi, le situazioni, i dialoghi concorrono a creare un memorabile affresco dei nostri tempi, a un tempo fedele illustrazione dei malesseri della società contemporanea e profondo studio dell’interiorità dell’individuo.
I protagonisti della storia, nella loro caratterizzazione volutamente esasperata, cessano di essere uomini particolari per assumere connotati universali, veri e propri archetipi umani, che si muovono in uno spazio più metafisico che reale.
È facile individuare i riferimenti culturali dell’autore, del resto l’influsso di “Conversazioni in Sicilia” di Vittorini e dei lavori di Hemingway è evidente; tuttavia, l’Autore si affranca con decisione dai modelli tradizionali introducendo un prepotente elemento di innovazione, qual è la struttura a puntate del racconto. La modernità di questa scelta, vero e proprio richiamo alla contemporaneità delle produzioni tipiche di altri media, è palese, ma ritengo che tali argomenti debbano essere approfonditi in ben altre sedi, non ho certo la pretesa di esaurire il simbolismo di un’opera così complessa in poche righe.

Desidero infine ringraziare l’editore, che ha magnanimamente concesso l’autorizzazione a distribuire in maniera gratuita una versione digitale di questo testo. Potete scaricare un pdf dell’opera cliccando sul collegamento qui di seguito:

Download di “Una storia di Roma Sud”

Attenzione: a causa dell’elevato numero di download, la banda disponibile è spesso satura e si verificano rallentamenti o problemi di connessione. Nel caso riscontraste questo genere di inconvenienti si prega di riprovare più tardi, grazie.

Usare Gmail come client di posta predefinito

Pubblicato il 12 maggio 2007

Normalmente, quando nel browser o in un altro programma si clicca su un link con indirizzo email si apre il programma di posta predefinito. Chi non ha configurato un client di posta perché usa soltanto un’interfaccia web potrebbe trovare utile questo piccolo script per linux, che permette di aprire i link di posta direttamente con Gmail, nel browser.
La versione proposta funziona con Gnome, ma seguendo i commenti al post se ne può trovare una versione per KDE. Inoltre sempre dai commenti al codice è possibile risalire alla versione originale dello script che funziona con Yahoo! Mail.
Da notare che questa soluzione è indipendente dal browser utilizzato.

Ho apportato qualche modifica allo script originale, utilizzando gnome-open per semplificare le operazioni

#!/bin/sh
# script per aprire i link mailto direttamente in Gmail
# Distributed under GPL v2 license.
# Version: 0.1
# Se non ci sono argomenti apre Gmail
if test -z "${*}"
then
gnome-open "http://www.gmail.com"
exit
fi
# Modifica l'indirizzo originale nella querystring per Gmail
TOMAIL=`echo "${*}" | sed -e 's/mailto://'`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e 's/?/\&/g'`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e 's/&subject=/\&su=/'`
TOMAIL=`echo "$TOMAIL" | sed -e 's/ /%20/g'`
# Questo è l'indirizzo base di Gmail.
TOURL="https://gmail.google.com/gmail?view=cm&cmid=0&fs=1&tearoff=1&to="
# Apre il browser predefinito con l'indirizzo di Gmail
gnome-open "${TOURL}${TOMAIL}"

È necessario salvare questo script, dargli i permessi di esecuzione e modificare le impostazioni del sistema affinché lo script sia richiamato come client di posta predefinito; per esempio in Ubuntu occorre andare nel menù Sistema -> Preferenze -> Applicazioni preferite, indicare Personalizzato sotto la voce “Client di posta” e scrivere il percorso al file nella casella di testo “Comando”.

Finalmente, basterà cliccare sui link di posta perché si apra una finestra del browser con la richiesta di username e password da parte di Gmail (se non vi siete già loggati), e una volta inseriti questi, comparirà il form per la compilazione dell’email con il campo del destinatario – ed opzionalmente anche gli altri, a seconda di come era fatto il link – già compilato… provare per credere.

Un po’ di musica…

Pubblicato il 9 maggio 2007

Ho inserito nella colonna a sinistra il player musicale di jamendo.

Cosa sia jamendo è ben spiegato in questa pagina del loro sito:

jamendo è un nuovo modo per gli artisti di promuovere e pubblicare la loro musica, guadagnando su di essa.Su jamendo, gli artisti distribuiscono la loro musica sotto licenze Creative Commons. In breve, queste licenze ti permettono di scaricare, remixare e condividere la loro musica gratuitamente e in modo del tutto libero. È un accordo del tipo “Alcuni diritti riservati”, perfettamente in linea con il nuovo secolo.

Tali nuove regole fanno sì che jamendo possa utilizzare nuovi potenti mezzi della distribuzione digitale, come le reti Peer-to-Peer BitTorrent o eMule, per distribuire legalmente gli album a costo quasi zero.

Gli utenti di jamendo hanno modo di scoprire e condividere gli album, ma anche di recensirli o di iniziare una discussione su di essi tramite i forum. Gli album sono democraticamente giudicati in base alle recensioni dei visitatori. Se a questi piace un determinato artista, possono supportarlo facendo una donazione.

Il player dovrebbe suonare una selezione (per ora piuttosto piccola) dei miei brani preferiti di jamendo.

La libertà d’informazione in Italia

Pubblicato il 5 maggio 2007

Freedom House è un’organizzazione non governativa americana che sostiene l’espansione della libertà nel mondo. Nell’ambito delle sue attività, questa organizzazione presenta annualmente un rapporto, di cui ha da poco pubblicato l’edizione 2007, sul grado di libertà d’informazione in vari paesi del mondo.
Naturalmente si parla anche dell’Italia.

Nel rapporto è stilata una classifica dei paesi più virtuosi, secondo un punteggio in una scala da 0 a 100, dove un punteggio più basso è migliore. Sulla base di questo punteggio, la stampa dei paesi viene catalogata come “libera”, “parzialmente libera” o “non libera”. Tutti i criteri per l’assegnazione di questo punteggio sono elencati in questo documento (questo link e i seguenti puntano tutti a file pdf, in inglese).
Nella classifica dei 195 paesi esaminati, che si può leggere qui, l’Italia raccoglie 29 punti e condivide la 61esima posizione con Capo Verde, la Guyana, Israele e Sao Tomé e Principe. Fanno meglio di noi, tanto per citare quelli più prossimi, il Ghana, le Mauritius, Tuvalu e il Sud Africa. In compenso sopravanziamo – ma di poco – il Benin, il Cile, Hong Kong e la Namibia.
Se ci limitiamo all’Europa occidentale, questa classifica ci vede penultimi, e solo perché include anche la Turchia, che occupa l’ultimo posto. La cosa ironica, almeno dal mio punto vista, è che nel rapporto abbiamo una menzione di merito perché la nostra situazione è migliorata rispetto agli anni scorsi. Infatti negli anni passati eravamo praticamente l’unica nazione in Europa occidentale ad avere una stampa soltanto “parzialmente libera”.

Maggiori dettagli sulla situazione italiana si possono leggere a pagina 96 dei Draft Reports, sempre pubblicati a margine del rapporto.
Traduco poche righe: La valutazione dell’Italia è passata da “parzialmente libera” a “libera” [il testo originale qui dice "Not Free", "non libera", ma si tratta di una svista] principalmente a seguito dell’uscita di Silvio Berlusconi dalla carica di primo ministro. Mentre i media radiotelevisivi privati sono ancora concentrati nelle mani di Mediaset che è controllata da Berlusconi, l’emittente pubblica, la RAI, non è più sotto il suo controllo. [...] Durante il governo di Berlusconi, l’Italia ha sofferto di una concentrazione di potere mediatico nella mani dell’ex Primo Ministro, che attraverso le sue holding e il potere politico sulle televisioni di stato, controllava il 90 per cento dei mezzi di radiodiffusione del paese.
A onor del vero, la situazione non era del tutto negativa, visto che più sotto si dice: [...] un rapporto del Consiglio d’Europa rilasciato nel Febbraio 2006 ha dimostrato che nonostante la concentrazione dei media radiotelevisivi in Italia, c’è una cosiderevole diversificazione di contenuti nei notiziari del paese e negli altri media. Inoltre, [...] c’è un considerevole pluralismo nella stampa.
Comunque quest’ultima nota non mi pare possa essere motivo di particolare ottimismo, visto che notoriamente in Italia si legge poco ed è la televisione a farla da padrone nel campo dell’informazione.

Un rapporto analogo a quello di Freedom House è pubblicato da Reporters sans frontières, ed è egualmente impietoso verso l’Italia.

Non ho certo la pretesa di aver fatto una scoperta sensazionale, e di essere quindi il primo a riportare queste cose. Penso però che, rispetto alla gravità della questione, se ne parli troppo poco, sopratutto da parte dei media tradizionali (per motivi comprensibili del resto), per cui credo che valga la pena cercare di dare più visibilità al problema.
Non mi illudo che potremo mai far meglio della Jamaica (15esima), ma sono sicuro che con un po’ d’impegno potremmo almeno superare il Suriname :-)