Strano…
Pubblicato il 9 settembre 2008… anche quest’anno non sono stato nominato per i Blog Awards di Macchianera.
Beh, quanto meno non compaio neanche nella categoria “Miglior Blog andato a puttane”.
… anche quest’anno non sono stato nominato per i Blog Awards di Macchianera.
Beh, quanto meno non compaio neanche nella categoria “Miglior Blog andato a puttane”.
Ci sono periodi in cui mi viene difficile scrivere sul blog, probabilmente perché a cercar qualcosa di cui parlare, mi verrebbe naturale commentare l’attuale situazione italiana, e sarebbero ovviamente commenti molto negativi.
Ho scelto di evitare di parlare di politica, per non diventare uno di quei blog arrabbiati/rassegnati di denuncia, che io stesso spesso evito perché penso che a leggerli mi si guasta il sangue e basta, ormai è meglio cercare di ignorare tutte le infamie che combinano i nostri politici e tirare avanti.
Quindi, meglio pensare e parlare d’altro. Per esempio di libri e film.
Recentemente ho finito di leggere “Chiedi alla polvere” di John Fante e “Diario di scuola” di Daniel Pennac.
Il primo è un capolavoro assoluto, consigliato senza riserve.
“Diario di scuola” è un bel libro dell’autore dell’irresistibile saga della famiglia Malaussène, forse il miglior ciclo di romanzi che abbia mai letto. Si tratta di un saggio sulla scuola e gli studenti di oggi (Pennac è stato professore), visti alla luce dell’esperienza da “ex somaro” dell’autore. Forse un po’ frammentato e non sempre guidato da un filo logico, è pero sicuramente divertente per i molti aneddoti sulla vita di Pennac e interessante per il confronto che permette di fare con la situazione dell’istruzione in Italia.
Film visti di recente:
“Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck: un film intenso, doloroso e struggente ambientato nella Germania dell’Est prima della caduta del muro. Da vedere, se non altro per ricordare a se stessi cosa significa vivere in un regime.
“Il cavaliere oscuro” : una sorpresa. Un film cupo, violento e ambiguo, un batman affatto banale e un joker veramente memorabile.
“Ghost in the shell 1 & 2″ : sono film d’animazione giapponesi di genere cyberpunk. Li conoscevo di fama, ma non mi era mai capitato di vederli o di leggere il fumetto originale. Interessanti e ben fatti, soprattutto il secondo.
“Be kind rewind” : una commedia originale, bizzarra e un po’ malinconica.
“Italian dream” : commedia con diverse idee originali, sebbene un po’ macchinosa, e con un protagonista (Ivano Marescotti) a mio parere non molto convincente.
Fantastico questo articolo del TGCOM. Attenzione quindi adesso, che se qualcuno vi passa i suoi mp3 potrebbe essere un malintenzionato che cerca di farvi diventare dipendente.
Per comodità riporto qui l’articolo, nell’eventualità che al TGCOM, accortisi della cantonata immensa che hanno preso, lo cancellino:
I-Doser, la droga diventa virtuale
La dose si scarica dal web
Lo “sballo” del futuro è virtuale. Dalle sostanze naturali a quelle sintetiche, fino alla deriva attuale: le sostanze virtuali o cyber-droghe. Non è fantascienza, ma realtà già da qualche anno.
Il fenomeno si chiama I-Doser ed è nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.
L’allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni.
Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Non va nè ingerita, nè inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.
Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. “Agiscono sulle onde a bassa frequenza – ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto – soprattutto quelle che vanno dai 3 ai 30 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello.
L’orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche”.
Proprio perchè gioca con diverse lunghezze d’onda e perchè fatto di suoni impercettibili, se ascoltati da un solo orecchio, i file non producono alcun effetto. Di qui la necessità delle cuffie.
Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l’I-Doser.
Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. “L’I-Doser all’inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro”, dice il colonnello Rapetto. “E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte”.
E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l’I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.
Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber- droga, nè se dia dipendenza. “Il fenomeno è agli albori”, afferma Rapetto. “Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma è bene che a stabilirlo siano i medici”.
Poi il colonello mette in guardia: “L’I-Doser potrebbe diventare un nuovo fenomeno sociale. Ora non siamo in grado di dire quali ripercussioni possa avere su chi ne fa uso, ma se dovesse avere gli effetti degli stupefacenti, la cosa potrebbe diventare pericolosa. E allora è necessario il coinvolgimento di tutte le realtà competenti, dai ricercatori agli psicologi”.
La fabbrica delle emozioni artificiali che ha sfornato distruzioni sintetiche come LSD, extasy e crack, con l’I-Doser sfida il terzo millennio.
E gli utenti in cerca della loro dose di sballo virtuale non mancano.
Viviana Pentangelo
E sopratutto, direi che possiamo andare a fare tutti i giornalisti, visto che che non è richiesta né competenza né intelligenza per scrivere articoli (notare che hanno pure sbagliato a scrivere “perché”, nemmeno il correttore ortografico sanno usare questi?)
P.S.: ne parla anche Paolo Attivissimo nel suo blog, dove con un po’ di semplice buon senso smonta il contenuto dell’articolo, e segnala che purtroppo TGCOM non è il solo a lanciare l’allarme… che dire, sarà il caldo?
Ultimamente ho un po’ trascurato questo blog, nei prossimi giorni cercherò di rimediare.
Intanto ho finalmente aggiornato WordPress alla versione più recente, in maniera automatica grazie a questo plugin che segnalo perché molto comodo e facile da usare. Al momento in cui scrivo è alla versione 1.1 anche se il link riporta scritto 0.1.
Ho aggiunto poi nella sezione delle fotografie degli scatti che ho fatto dieci giorni fa a Reggio Calabria e dintorni (non si direbbe ma era un viaggio di lavoro).
Ho trovato sul sito www.peteranswers.com un giochino simpatico, e ho deciso di riproporlo su questo sito.
Si tratta di un trucco per stupire un vostro amico, mostrandogli un “indovino” in grado di rispondere ad ogni sua domanda.
Funziona così: fate vedere al vostro ignaro amico questa pagina, e gli proponete di provarla con una domanda qualsiasi (es. quanti siamo in questa stanza, oppure di che colore ho la maglietta). Scrivete l’invocazione “O grande oracolo rispondi:” e la domanda e, con grande sorpresa del vostro amico, quando premerete il pulsante “Chiedi” comparirà la risposta esatta.
Il trucco è che avete scritto la risposta mentre sembrava che steste scrivendo l’invocazione.
C’è uno script che nella casella dell’invocazione sostituisce al volo quello che scrivete (la risposta) con l’invocazione corretta. Dovete far iniziare e finire la risposta con il punto perché il sistema la riconosca.
Un esempio che spero chiarisca il funzionamento: se la domanda è “Quanti siamo in questa stanza?”, scrivete nella casella dell’invocazione all’oracolo “.due.nde oracolo rispondi:” (vedrete che nella casella appariranno invece le lettere giuste, e il vostro amico non sarà così attento a quali lettere premete sulla tastiera) e poi la domanda. Comunque una prova vi chiarirà sicuramente il meccanismo.
Ho creato una versione in italiano della pagina originale qui.
Mi hanno regalato questo libro il mese scorso, per il mio compleanno. La storia, direttamente dalla quarta di copertina, è questa:
Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l’appartamento, la piazza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne.
Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell’altra metà di sè. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all’improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà ( a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica.
Le vicende di Michele, Federico, Francesca e Sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo. In questo nuovo libro Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle, scegliendo ancora una volta l’universo femminile come codice d’accesso.
Non avevo mai letto nulla di Fabio Volo, prima, e devo dire che come personaggio televisivo mi sta vagamente antipatico, però nel film “Uno su due” mi era decisamente piaciuto .
Il libro, una sorta di “romanzo di formazione”, si legge molto bene, è scorrevole e non impegnativo, ma questi sono quasi tutti i suoi pregi.
Dal punto di vista dello stile, poteva essere scritto meglio. Sopratutto nei dialoghi, Volo mostra un po’ la corda: non c’è caratterizzazione dei personaggi, sembrano tutti fatti dalla stessa persona. Non si sente mai il bisogno (almeno per me) di rileggere un passaggio per gustarsi meglio le parole o per cogliere altre sfumature del testo, non mi sembra ci sia molta attenzione per la forma.
Quanto al contenuto, è più difficile dare un giudizio. Su internet ho trovato tutta la gamma dei possibili giudizi, da “banale” a “profondo” e da “schifezza” a “miglior libro del 2006″. Personalmente l’ho trovato abbastanza scontato, ma è evidentemente una questione di gusti personali, altri potrebbero trovarlo illuminante. Ci sono comunque molte considerazioni “filosofiche” interessanti, e la questione del “senso della vita” è trattata in modo da toccare ovviamente quelli che sono i problemi e le inquietudini della generazione dei trentenni.
Credo che Fabio Volo debba il suo successo come autore principalmente alla notorietà del suo personaggio piuttosto che alle sue qualità di scrittore, ma in definitiva si può dire che il risultato della sua “fatica” non è disprezzabile, un libro che fa riflettere senza essere troppo complicato.
In solitudine, prestiamo un’attenzione appassionata alla nostra vita, ai nostri ricordi, ai dettagli che ci circondano.
Virginia Woolf

Visto che siamo in periodo di elezioni, e come al solito abbiamo l’imbarazzo della scelta con tutti i politici seri, onesti e competenti che ci ritroviamo, ecco un bel sito che può aiutarci a chiarire le idee.
Il sito si chiama openpolis, ed, è in pratica, “un sistema di documentazione collettiva per rendere la politica più trasparente”. Grazie al contributo della sua comunità di utenti, permette di conoscere i propri rappresentanti a tutti i livelli istituzionali, di controllare le loro presenze e i loro voti, e di verificare le loro posizioni e le loro dichiarazioni su ogni argomento.
Un esperimento interessante e ambizioso, che, come la wikipedia, conta sulla partecipazione degli utenti per riuscire ad aggiornare tutta la mole dei suoi dati. Se riuscirà a raggiungere la “massa critica” di partecipanti diventerà sicuramente uno strumento web 2.0 molto utile.
È da poco online un blog che mi sembra promettente e degno di una menzione.
Si chiama Progetto Galileo ed è dedicato alla divulgazione scientifica. Come si legge nel suo manifesto, il blog punta innanzitutto a fare informazione scientifica d’alta qualità direttamente dalla “fonte”, ed è curato da un gruppo di ricercatori italiani piuttosto eterogeneo.
Il sito è aperto da poche settimane ma ha già diversi articoli interessanti. Un grosso “in bocca al lupo” per questo progetto agli autori, continuate così!