“Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?” di Johan Harstad
Rieccomi dopo la pausa invernale (praticamente un letargo, lo so) a parlare di libri.
Questa volta è il turno del primo romanzo di un giovane autore norvegese, Johan Harstad, edito da Iperborea.
Il protagonista, Mattias è sicuramente una figura atipica rispetto alla maggioranza dei suoi coetanei: nonostante le notevoli doti canore, non aspira affatto ad emergere, ad apparire. Vuole anzi vivere una vita normale, come una semplice rotella dell’ingranaggio, senza lasciare tracce… proprio come il suo idolo, l’astronauta Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla luna, che ha svolto coraggiosamente il suo compito per poi tornare nell’anonimato.
Quando però le certezze attorno cui ruota il piccolo mondo che si è costruito (il lavoro, la fidanzata) vengono a mancare, il disagio esistenziale di Mattias si manifesta prepotentemente e lo obbliga a confrontarsi con se stesso e gli altri.
Un romanzo molto bello, originale nel tema e nello stile, ricco di citazioni musicali, dove i personaggi principali – gli ospiti di una piccola comunità di ex pazienti psichiatrici, dove Mattias finisce quasi per caso, e che diventano la sua nuova famiglia – sembrano “autentici” e lontani dai soliti stereotipi, e il paesaggio delle isole Faroe – desolato, rarefatto, quasi “lunare” – contribuisce molto all’atmosfera del libro. Caldamente consigliato.
