“Un posto nel mondo” di Fabio Volo
Mi hanno regalato questo libro il mese scorso, per il mio compleanno. La storia, direttamente dalla quarta di copertina, è questa:
Michele ha un amico, Federico. Uno di quegli amici con i quali dividi tutto: l’appartamento, la piazza e la birra, ma anche i sogni e le frustrazioni, le gioie e i dolori, e qualche volta le donne.
Un giorno Federico decide di mollare tutto e partire. Stanco della vita monotona di provincia, se ne va alla ricerca dell’altra metà di sè. Michele invece resta. Quando torna, dopo cinque anni, Federico è cambiato. Ora è sereno, innamorato di una donna (Sophie) e della vita. Sembra una storia a lieto fine, ma non è così. Federico all’improvviso riparte, stavolta per un viaggio molto più lungo. Ritornerà ( a sorpresa) nascosto dietro gli occhi di una bambina, Angelica.
Le vicende di Michele, Federico, Francesca e Sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo. In questo nuovo libro Fabio Volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle, scegliendo ancora una volta l’universo femminile come codice d’accesso.
Non avevo mai letto nulla di Fabio Volo, prima, e devo dire che come personaggio televisivo mi sta vagamente antipatico, però nel film “Uno su due” mi era decisamente piaciuto .
Il libro, una sorta di “romanzo di formazione”, si legge molto bene, è scorrevole e non impegnativo, ma questi sono quasi tutti i suoi pregi.
Dal punto di vista dello stile, poteva essere scritto meglio. Sopratutto nei dialoghi, Volo mostra un po’ la corda: non c’è caratterizzazione dei personaggi, sembrano tutti fatti dalla stessa persona. Non si sente mai il bisogno (almeno per me) di rileggere un passaggio per gustarsi meglio le parole o per cogliere altre sfumature del testo, non mi sembra ci sia molta attenzione per la forma.
Quanto al contenuto, è più difficile dare un giudizio. Su internet ho trovato tutta la gamma dei possibili giudizi, da “banale” a “profondo” e da “schifezza” a “miglior libro del 2006″. Personalmente l’ho trovato abbastanza scontato, ma è evidentemente una questione di gusti personali, altri potrebbero trovarlo illuminante. Ci sono comunque molte considerazioni “filosofiche” interessanti, e la questione del “senso della vita” è trattata in modo da toccare ovviamente quelli che sono i problemi e le inquietudini della generazione dei trentenni.
Credo che Fabio Volo debba il suo successo come autore principalmente alla notorietà del suo personaggio piuttosto che alle sue qualità di scrittore, ma in definitiva si può dire che il risultato della sua “fatica” non è disprezzabile, un libro che fa riflettere senza essere troppo complicato.

25 aprile 2008 17:44
sono totalmente d’accordo con te ho letto un paio di suoi libri mi hanno veramente annoiato è un continuo piangersi addosso, si vuol dipingere come sfigato ma in realtà non lo è, gli va tutto bene (in apparenza) credo che voglia fare il tuttologo, ma chi troppo vuole nulla stringe.
26 aprile 2008 09:55
ciao Marco, grazie della tua visita e del messaggio!
Vado a curiosare un po’ sul tuo sito…
2 maggio 2008 10:58
Lo sapevo che non mi dovevo fidare! Speriamo che abbia fatto centro almeno con l’altro..
22 luglio 2008 10:13
ciao a me i libri di fabio volo son piaciuti non sono sicuramente libroni impegnati, ma secondo me sono divertenti e leggeri , sembra di leggere un discorso tra due persone qualsiasi , come potrei fare io con un amico davanti a un caffè .
ma alla fine hanno una bella storia e ha me piacciono molto , e lui secondo me è simpatico !
9 settembre 2008 12:43
…un racconto o forse un raccontarsi, forse un pò mediocre, un pò banale, salvo il coraggio di voler cambiare…ma è sempre il “viaggio” la soluzione?la vera ri-nascita?
21 ottobre 2008 14:54
Ciao a tutti volevo dire che Fabio Volo a riscoperto in me la voglia di leggere trovo i suoi libri molto belli scritti con tanta sincerità mi rivedo tanto in lui continua cosi Fabio sei grande.