“Il matematico impertinente” di Piergiorgio Odifreddi
Fin da bambino sono sempre stato un lettore vorace. Oltre ai canonici romanzi leggevo più o meno tutto quello che mi capitava a tiro, dal vocabolario d’italiano che mi regalarono quando andavo in seconda elementare – uno Zingarelli minore che mi sono portato fino al liceo, e che ho tutt’ora – all’enciclopedia per ragazzi di mio padre, fino al manuale del computer del mio amico (che io gli invidiavo).
Adesso continuo ad avere gusti un piuttosto eclettici per quanto riguarda le mie letture, anche se spero di essere diventato un lettore un po’ meno acritico.
Ma sto divagando. Per farla breve, l’idea che ho avuto è di dedicare una sezione di questo blog alla presentazione – mi pare troppo pretenzioso parlare di “recensione” – dei libri che mi capita di leggere.
Inizio con un libro che mi ha regalato per il mio compleanno un mio collega, “Il matematico impertinente” di Piergiorgio Odifreddi, Longanesi editore.
Non conoscevo l’autore, che ho scoperto invece godere di una certa fama: si tratta di un matematico, per la precisione un logico, di caratura internazionale. Se ne può leggere una biografia sul sito della Rai.
Il libro è una raccolta di brevi saggi e articoli su una vasta serie di temi, dalla matematica all’attualità alla religione. Odifreddi critica molti aspetti della società italiana, pervasa secondo lui da una cultura “mitologica” e pseudofilosofica che, invece di riconoscere i continui progressi della scienza e i vantaggi che essa apporta, sembra rifiutarli sdegnosamente.
Il libro contiene moltissime riflessioni interessanti, anche esposte in forma curiosa, come interviste immaginarie a personaggi quali Archimede, Dante, Gesù, Newton… alternate a interviste reali al Dalai Lama, John Nash, José Saramago e altri, per cui lo consiglio sicuramente a chiunque abbia voglia di confrontarsi con idee scomode.
A mio parere, il limite del “Matematico impertinente” è nel forte sentimento polemico che muove l’autore, che lo porta ad un’esposizione ripetitiva in alcuni punti e sbrigativa in altri, e gli conferisce a volte un tono più irritante che impertinente.

27 aprile 2007 10:43
Ciao Marco,
conosco molto bene il collega che ti ha regalato il libro e mi fa piacere che tu l’abbia apprezzato. Credo che faccia piacere anche a lui, ma forse non te lo dirà, solo per non darti soddisfazione…
Buona la recensione (o presentazione, se preferisci): migliore di molte che si trovano sui giornali!
Un saluto,
IB
P.S. Auguri per il sito!